Tasse, sempre tasse, ancora tasse. Per molti italiani quando si parla di tasse, o, anche semplicemente evocare questa parola, suscita un turbinio di emozioni poco piacevoli. Eppure le tasse sono un male necessario, una condizione forzosa per poter garantire il servizio pubblico. Giusto? Bè, non sempre, in particolar modo quando il servizio pubblico dovrebbe essere rivolto verso la tutela dei diritti, quindi della salute del proprio popolo.

E allora, dato questo preambolo, ci stiamo chiedendo, così come siamo sicuri che buona parte dei vapers ( ma anche di coloro i quali non sono vapers ma hanno a cuore la tutela della salute pubblica ), perchè riportare, ciclicamente, ogni anno, in prossimità della legge di bilancio, la questione tasse sulla sigaretta elettronica?

La sigaretta elettronica è universalmente riconosciuta come rimedio verso il tabagismo, verso quelle sigarette tradizionali che ( ed i numeri sono a certificarlo, ndr ) ogni anno hanno sulla coscienza milioni di morti. Sigarette tradizionali da cui però, lo Stato, gli Stati, incassano mediante ‘ accise ‘ del monopolio di Stato. La ratio di queste accise, però, dovrebbe essere vista ( quantomeno in buona fede ) come disincentivo per l’acquisto di prodotti del tabacco o i suoi derivati, quindi per finanziare la sanità ( pubblica ) in Italia che si occupa di assistere le vittime del fumo, giusto? Diciamo che non è propriamente così.

Ultimamente, nel corso degli anni il ricorso alle accise è stato attuato come una sorta di ‘ bancomat ‘ per molti governi. Si pensi ad esempio all’aver posto in essere il commercio ( online, quindi fisico ) delle sigarette elettroniche sotto il diretto controllo dei monopoli di Stato. Sebbene chi vi scrive sia perfettamente allineato con una situazione giuridica chiara ed efficace, che vada a regolare, normare e controllare il mercato della sigaretta elettronica ( in entrata ed in uscita ), è altrettanto doveroso di considerazione il fatto che, il motivo di questa nuova regolamentazione sia da ricercare esclusivamente in un motivo soltante : disperata ricerca di denaro.

Tasse sulla sigaretta : Qual è la visione del governo?

Ci chiediamo, così come siamo sicuri pure voi ve lo sate chiedendo : è giusto ciclicamente martoriare un settore che è il fiore all’occhiello dell’europa, quello delle sigarette elettroniche in Italia?

L’italia, purtroppo, sotto questo punto di vista ha ancora molto da imparare. Se anzichè guardare al domani, vivere alla giornata, si potesse mettere in atto una visione programmatica dello Stato, dell’economia di mercato, della sanità pubblica, bè allora ci si renderebbe immediatamente conto di come, anzichè tassare le sigarette elettroniche bisognerebbe incentivarla, proporle ( sulla falsariga del Regno Unito ) come presidio medico chirurgico.

Probabilmente non serve essere dei promettenti Nobel per l’economia per capire che, nella ( remota, ndr ) in cui si attuasse un piano volto a disincentivare il fumo ( ma seriamente, non soltante ponendo delle accise, che poi alla fine, non scontentano nessuno, anzi, Governi in primis ) , quindi promuovere strumenti alternativi ( Guarda un pò, come la sigaretta elettronica ) anzichè tassare a giorni alterni, a leggi di bilancio pari e dispari, continuamente le sigarette elettroniche, bè, ne beneficerebbero tutti. Non soltanto i fumatori, non soltanto i vaper, tutti.

Evitare di tassare le sigarette elettroniche, promuoverle il loro utilizzo è utile a tutti : ai fumatori, ai vapers, alle casse dello stato, alla sanità pubblica

Dietro un settore, dietro una filiera, ci sono lavoratori, ci sono famiglie, non soltanto interessi più o meno semplici e concreti da perseguire. la Sigaretta elettronica è un bene di tutti, non dimentichiamocelo.